C’è di più
C’è di più. Ed è qualcosa che fatica ad emergere. Rimbombano dibattiti e parole dibattute: rissa, urla, brogli… ma le parole a volte non dicono, di tanto in tanto tradiscono e spesso non aiutano a capire.
C’è qualcosa di più profondo e poco indagato in quel corpo debilitato che il Partito Democratico Siciliano mostra alla società.
E c’è qualcosa di più grave rispetto al rumore delle parole che diventano titoli di giornale. I sintomi sono certamente segni, possono darci indicazioni, ma quasi mai sono inequivocabili. Spesso sono sfuggevoli, incerti.
Ci ho pensato ai fatti recenti. Sembrerebbe essere di fronte a una sorta di malattia che convince quel corpo, il PD dell’Isola, non a combattere chi spera di indebolirlo, ma ad attaccare sé stesso, a partire dalle sue energie più vive che, paradossalmente, considera estranee. E così, per un destino ridicolo, danneggia chi lo potrebbe proteggere e favorisce chi lo vuole al tappeto.
Serve una bussola
Aiutare il PD Siciliano a riconoscere che è malato è nostro compito. Impedirgli di aggredire sé stesso è nostro dovere. Ne vale della sua stessa esistenza. Non perché sia un fine ma un mezzo. Il mezzo del cambiamento.
Prima di tutto: serve innanzitutto una bussola, che è parola e strumento. Essa deve indicare una direzione che non c’è, così come manca un’altra parola, che è sostanza, anch’essa bussola e che potrebbe dare senso a quella direzione.
La parola è “Sinistra”. E serve. Una sinistra praticata e non predicata, dalle solide basi culturali ma che rifugge l’intellettualismo astratto di chi crede che le battaglie si vincano nei salotti e con i convegni.
Quella sinistra, insomma, che ha avuto il coraggio di essere popolare, in sintonia con la società, in sintonia con le domande che arrivavano dalla società e con la responsabilità di risposte nette, parole chiare e, soprattutto, fatti concreti.
La sinistra in prima linea contro le diseguaglianze, le ingiustizie, l’illegalità, il malgoverno, la malapolitica. La sinistra per strada, nelle piazze, nei luoghi del conflitto, casa per casa.
Di questa sinistra il PD Siciliano ha un disperato bisogno. Oggi è ostaggio, ospite dentro quel corpo malato, ma può esserne la cura.
Usciamo dalle stanze
Usciamo dalle stanze e andiamo per strada, perché c’è più sinistra fuori che dentro il partito isolano. Essa è nelle piazze, nelle scuole e nelle università, nelle associazioni e nei movimenti spontanei, ed è quella che si batte quotidianamente per l’uguaglianza, i diritti civili e sociali, la giustizia, la legalità.
Accanto a questo corpo malconcio si muovono movimenti, comitati, donne e uomini, ragazze e ragazzi che difendono idee e valori, battaglie e sogni di cui il Partito Democratico Siciliano dovrebbe essere la casa naturale, ma non lo è.
C’è più sinistra fuori, dove le persone incontrano i problemi di ogni giorno e si continua a credere che la politica sia prima di tutto un atto d’amore verso la collettività, che nei corridoi del partito, dove volano stracci ed è solo rumore.
Sinistra a raccolta
E allora chiamiamo a raccolta donne e uomini di sinistra: uniamo le forze per curare e, successivamente, abitare a pieno diritto il Partito Democratico Siciliano.
Chiamiamo all’azione giovani, donne, lavoratori e disoccupati, studenti e professionisti, militanti ed elettori delusi, e chiediamo loro di varcare la porta del partito come atto di amore e di coraggio per cambiare la politica e trasformare la Sicilia.
Riscopriamo il coraggio di essere popolari, una vera cura ricostituente, una vera vitamina per ridare salute e vigore al PD Siciliano.
Costruiamo un laboratorio di idee e azioni che metta al centro la giustizia sociale, i diritti sociali e civili, l’uguaglianza e la legalità. Un progetto che vada oltre il dibattito astratto e rumoroso e che si traduca in fatti concreti, rendendo il PD la casa naturale di quella sinistra viva, autentica e vicina alle esigenze quotidiane della collettività.
La strada che porta al domani
La strada che porta al domani è aprire insieme la porta principale del Partito Democratico Siciliano e dare nuova linfa a una politica che sia, prima di tutto, un atto d’amore verso il nostro popolo e il nostro territorio.
Solo unendo le nostre forze potremo curare questo PD Siciliano e rispondere alle sfide della Sicilia e dell’Italia intera.
Serve una Sinistra dai pensieri lunghi, quella di Enrico Berlinguer. Sta sulla tessera del Pd. Racconta una politica che a noi ricorda Pio La Torre: pace, ambientalismo, femminismo, diritti dei lavoratori, questione sociale, corruzione, mafia, deficit di rappresentanza e di partecipazione democratica, crisi della democrazia e della politica, impellente bisogno di rinnovamento dei partiti.
Enrico Berlinguer e Pio La Torre. La bussola, la direzione.
